Chi ha provato a fissare una visita dal medico di base nelle ultime settimane lo sa: i tempi si allungano, le disponibilità scarseggiano, e in alcune regioni trovare un medico che accetti nuovi pazienti è diventata un’impresa. Non si tratta di un’impressione passeggera, ma del sintomo di una crisi annunciata: secondo il rapporto della Fondazione GIMBE (Sky TG24), mancano all’appello oltre 5.500 medici di famiglia, con un deficit che cresce anno dopo anno.

Medici di base in Italia (2024): circa 39.000 ·
Carenza stimata entro il 2026: oltre 5.700 ·
Pazienti medi per medico: circa 1.100 ·
Stipendio medio annuo lordo: circa 70.000 €

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Oltre 5.500 medici di famiglia mancanti secondo la Fondazione GIMBE (Sky TG24)
  • Nel 2024 non è stato assegnato il 15% delle borse di specializzazione in medicina generale (Sky TG24)
  • In dieci anni spariti oltre 7.000 medici di base (Corriere della Sera)
2Cosa resta incerto
  • L’evoluzione esatta della carenza dopo il 2026, in assenza di riforme strutturali
  • L’impatto concreto delle nuove misure governative annunciate per il 2025
  • I dati precisi sugli stipendi regionali, che variano in base al numero di assistiti
3Segnale temporale
4Cosa viene dopo
  • Nuovi bandi di concorso previsti dalle Regioni nel 2025 per coprire i posti vacanti
  • Incremento dello stipendio base a partire dal 2026, in fase di contrattazione
  • Possibile riforma dell’accesso alla medicina generale per attrarre giovani medici

I dati parlano chiaro: meno medici, più pazienti, e un sistema che fatica a trovare ricambio. Ecco i numeri chiave che descrivono la dimensione della carenza, tratti dai principali rapporti nazionali.

Indicatore Valore Fonte
Numero medici di base (2024) ~39.000 Corriere della Sera
Carenza stimata (2024) >5.700 Sky TG24 (su dati GIMBE)
Regioni con bandi deserti 18 su 20 Notizie Report
Stipendio medio lordo annuo ~70.000 € Corriere della Sera

Quanti sono in Italia i medici di base?

Dati nazionali aggiornati

Al 2024, il numero di medici di medicina generale in Italia si aggira intorno a 39.000 unità, in calo costante rispetto al passato. Secondo una ricostruzione del Corriere della Sera, nel 2013 i medici di famiglia erano 45.203; dieci anni dopo, nel 2023, erano scesi a 37.983, con una perdita di oltre 7.000 professionisti, pari a circa il 20% in meno. La Fondazione GIMBE stima una carenza complessiva di 5.575 medici distribuiti in 17 Regioni e Province autonome, come riportato da Sky TG24; altre elaborazioni indicano 5.716 medici mancanti in 18 Regioni (Notizie Report).

Il paradosso

Mentre i bandi per nuovi medici di base restano deserti in 18 Regioni su 20, la domanda di assistenza primaria non accenna a diminuire. Il risultato è un carico di lavoro crescente per i pochi medici rimasti, con oltre 1.100 pazienti ciascuno in media.

Distribuzione regionale

La carenza non è uniforme sul territorio. Secondo le stime GIMBE diffuse da Sky TG24, le regioni più colpite sono la Lombardia (‑1.525 medici), il Veneto (‑785), la Campania (‑652), l’Emilia‑Romagna (‑536), il Piemonte (‑431) e la Toscana (‑345). Non risultano carenze significative in Basilicata, Molise, Umbria e Sicilia.

  • Lombardia: -1.525 medici (Sky TG24)
  • Veneto: -785 medici (Sky TG24)
  • Campania: -652 medici (Sky TG24)

Il pattern è chiaro: le regioni più popolose e con una maggiore domanda sanitaria sono anche quelle che faticano di più a trattenere e attrarre nuovi medici. La conseguenza è una pressione maggiore sui sistemi sanitari regionali, con ripercussioni dirette sui pazienti.

Perché non ci sono più medici di base?

Bandi deserti e carenza di ricambio generazionale

Uno dei fattori principali è l’insufficiente ricambio generazionale. Nel 2024, su 2.623 borse di studio disponibili per la formazione in medicina generale, ne sono state assegnate solo 2.240, con 383 posti vacanti – pari a circa il 15% di mancata copertura (InSaluteNews). I giovani medici preferiscono specializzazioni ospedaliere più remunerative e meno gravose dal punto di vista burocratico.

Il Corriere della Sera segnala che i bandi per l’assegnazione degli incarichi sono rimasti deserti in Lombardia, Veneto, Liguria, Piemonte, Marche e Trentino‑Alto Adige. Il fenomeno è aggravato dal fatto che molti medici di base raggiungono l’età pensionabile senza che ci siano sostituti pronti a subentrare.

Vincoli normativi e burocratici

I medici di base operano come liberi professionisti convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Il carico amministrativo – prescrizioni digitali, certificati, gestione delle esenzioni – è cresciuto negli anni, senza un adeguato compenso orario. La retribuzione media è di circa 70.000 € lordi annui (Corriere della Sera), cifra che molti neolaureati ritengono insufficiente rispetto alla responsabilità e all’orario effettivo.

Il punto

Il problema non è solo numerico: è una crisi di attrattività. Fino a quando la professione resterà poco valorizzata economicamente e appesantita dalla burocrazia, i bandi continueranno a rimanere deserti e la carenza si aggraverà.

Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?

Stipendio medio annuo

Il reddito lordo annuo di un medico di base si aggira intorno ai 70.000 €, con variazioni significative in base al numero di pazienti assistiti e alla regione di esercizio. Il dato emerge dalle tabelle contrattuali citate dal Corriere della Sera. A questo si aggiunge un compenso forfettario per alcuni servizi (certificazioni, piccole prestazioni ambulatoriali).

Guadagno con 1.500 pazienti

Il massimale di pazienti per un medico di base è fissato a 1.500 unità. Raggiungere questa soglia può far lievitare il reddito annuo lordo fino a circa 100.000‑110.000 €, ma richiede un impegno orario elevato e una gestione organizzativa complessa. I dati non sono pubblicati ufficialmente, ma stime sindacali indicano un incremento proporzionale al numero di assistiti.

Proiezioni per il 2026

Il rinnovo contrattuale in discussione prevede un incremento della quota fissa per assistito e l’introduzione di indennità per le zone carenti. Se approvato, lo stipendio base potrebbe salire del 5‑10% entro il 2026. La notizia è stata riportata da Sky TG24, che cita fonti sindacali.

Chi sono i migliori medici di base in Italia?

Criteri per valutare un medico di base

Non esiste una classifica ufficiale dei migliori medici di famiglia. La valutazione si basa su criteri come la tempestività delle visite, la capacità di ascolto, la gestione delle prescrizioni e la prossimità geografica. Le recensioni online – pur con tutti i limiti del caso – offrono un primo indicatore.

Recensioni e piattaforme di confronto

Piattaforme come MioDottore e Doctolib permettono di cercare medici per specialità e zona, leggere le opinioni degli altri pazienti e prenotare una visita online. MioDottore si basa prevalentemente sulle recensioni degli utenti, mentre Doctolib integra anche la prenotazione diretta. Entrambe le piattaforme raccolgono valutazioni che possono aiutare a orientarsi, ma vanno interpretate con cautela: un campione ridotto di recensioni non è statisticamente significativo.

Come prenotare una visita con il medico di base online?

Piattaforme principali (MioDottore, Doctolib, CUP)

La prenotazione online per il medico di base è ormai possibile attraverso diversi canali. Ecco i passaggi principali:

  • MioDottore: accedi al sito o all’app, cerca il medico di base nella tua zona, seleziona lo slot disponibile e conferma la prenotazione. Riceverai una notifica di conferma.
  • Doctolib: registrati con un account, individua il medico (molti medici di base sono presenti sulla piattaforma), scegli data e ora e concludi la prenotazione. Doctolib invia promemoria automatici.
  • CUP regionale: il Centro Unico di Prenotazione è accessibile online per molte regioni. Ad esempio, in Lombardia il sistema CUP Lombardia consente di prenotare direttamente il medico di base.

App regionali (es. Lombardia)

Alcune Regioni hanno sviluppato proprie applicazioni per la sanità digitale. La Regione Lombardia mette a disposizione l’app “CRS – Carta Regionale dei Servizi” e il servizio “Prenotasalute”, che integra anche la funzionalità per il medico di famiglia. Altre Regioni, come il Veneto e l’Emilia‑Romagna, offrono portali analoghi. L’accesso richiede solitamente la tessera sanitaria e un PIN di autenticazione.

L’evoluzione del fenomeno: una timeline

Anno Evento
2013 45.203 medici di famiglia in Italia (Corriere della Sera)
2019 Inizio del calo significativo: la dotazione comincia a ridursi per effetto dei pensionamenti e della mancata sostituzione (Sky TG24)
2023 Medici di base scesi a 37.983 (Corriere della Sera)
2024 Carenza stimata di 5.575-5.716 medici; borse di specializzazione non assegnate per il 15% (Sky TG24, InSaluteNews)
2026 Proiezione: carenza supera le 5.700 unità; possibile aumento degli stipendi in fase di negoziazione
Attenzione

Se il trend non viene invertito, entro il 2030 il numero di medici di base potrebbe scendere sotto le 30.000 unità, con un rapporto di un medico ogni 2.500 assistiti nelle aree più in sofferenza.

Cosa è certo e cosa resta da chiarire

Fatti confermati

  • Carenza documentata da GIMBE e confermata da fonti istituzionali (Sky TG24)
  • Stipendio medio basato su contratti nazionali pubblicati (Corriere della Sera)
  • Bandi deserti in almeno 6 Regioni nel 2024 (Corriere della Sera)

Cosa resta incerto

  • L’evoluzione esatta della carenza dopo il 2026, in assenza di riforme strutturali
  • L’impatto concreto delle nuove misure governative annunciate per il 2025
  • I dati precisi sugli stipendi regionali, che variano in base al numero di assistiti

«La carenza di medici di famiglia ha raggiunto livelli critici, con oltre 5.500 posti vacanti in 17 Regioni. È un’emergenza nazionale che richiede un intervento immediato.»

– Fondazione GIMBE, citata da Sky TG24

«In dieci anni sono spariti oltre 7.000 medici di famiglia. I bandi per sostituirli restano deserti in sei regioni. Il sistema delle cure primarie è al collasso.»

– Corriere della Sera

I numeri disegnano un quadro inequivocabile: la medicina generale italiana sta perdendo attrattività proprio mentre la domanda di cure primarie aumenta. Per i pazienti, la scelta è ormai tra accettare liste d’attesa sempre più lunghe e spostarsi verso la sanità privata, a meno che il governo non intervenga con urgenza sulla formazione e sulle retribuzioni. Per i giovani medici, il segnale è chiaro: finché la professione resterà poco valorizzata economicamente e appesantita dalla burocrazia, i bandi continueranno a rimanere deserti e la carenza si aggraverà.

Fonti aggiuntive

ildolomiti.it

Domande frequenti

Quali sono i requisiti per diventare medico di base in Italia?

Per diventare medico di base è necessario conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia, abilitarsi alla professione, specializzarsi in Medicina Generale (corso triennale) e iscriversi all’Ordine dei Medici.

Quanto dura il corso di formazione per medico di base?

Il corso di formazione specifica in Medicina Generale ha una durata di tre anni e prevede un tirocinio pratico presso ambulatori e strutture sanitarie.

Il medico di base può rifiutare un paziente?

Sì, il medico di base può rifiutare di prendere in carico un paziente solo per motivi oggettivi (es. superamento del massimale di 1.500 assistiti). In caso di rifiuto ingiustificato, il paziente può rivolgersi all’Azienda Sanitaria Locale di competenza.

Cosa fare se non si trova un medico di base disponibile?

Se nella propria zona non ci sono medici di base che accettano nuovi pazienti, si può contattare la ASL di residenza per l’assegnazione temporanea di un medico o per essere inseriti in una lista d’attesa.

Quanti pazienti può avere un medico di base al massimo?

Il massimale legale è di 1.500 pazienti per medico. In casi eccezionali, con autorizzazione regionale, può arrivare fino a 1.800.